7, Mese della Luce (continua)
Dopo avere incontrato Helena sentiamo un'impulso incontrollabile di disintegrare ascia maledetta in finissimi frammenti di polvere cosmica.
L'unico che può, secondo noi, avere una speranza di farcela è il vecchio Marih'S; decidiamo quindi di recarci da lui e chiedere il suo aiuto.
Raggiungiamo la forgia (Helena non ci accompagna all'interno, ma torna indietro). Labadiana e Olben si fermano un attimo a leggere in biblioteca, mentre Joris va verso il portale, trova il passaggio chiuso e quindi attende Marih'S che appare dopo un po'.
Joris racconta a Marih'S la storia dell'ascia, e non riceve rassicurazioni dall'assionomita: "il seme della corruzione tende a corrompere altre armi nelle vicinanze...". Dunque era forse questo lo scopo di chi l'asciò lascia (pun intended) sulla nave, e noi abbiamo fatto bene ad affondarla.
Dobbiamo quindi controllare le nostre armi. E per quanto riguarda l'ascia, l'unica possibilità è sigillarla, perché distruggerla richiederebbe un chierico o un mago troppo potente.
Nel frattempo, Olben e Lalian trovano un libro di alchimia scritto in gnomesco.
Le scimitarre di Joris sono corrotte e le dovrà abbandonare, così come il pugnale in ferro freddo.
Torniamo al villaggio (ma non prima di non avere incontrato uno sciame di pipistrelli, che sarà sostituito da dei ragni, evitati facilmente da Joris e Olben, ma non da Lalian che comunque passa il tiro salvezza sul veleno).
Torniamo al villaggio alle 4 del pomeriggio, e troviamo le guardie cittadine ad aspettarci. Non sono lì per congratularsi con noi, ma per portarci dal conestabile. Non sono stati troppo contenti che ce ne siamo andati senza avvisare nessuno, dopo il casino che si era verificato in locanda. Il conestabile dunque ci interroga: Joris si autoesclude subito con i suoi modi sprezzanti e tocca a Lalian e Olben spiegare le ragioni dei tre eroi. Le cose cominciano bene, con le adulazioni della mezzelfa ("lei è un bell'uomo", 20 a diplomazia) e Olben che chiama in causa il suo status di chierico di Cayden per rafforzare la sua credibilità. Ma le spiegazioni inverosimili sull'ascia e la poco ponderata ammissione di averla venduta all'antiquario (che è scomparso, secondo il conestabile) finiscono per aggravare la loro posizione. Comunque il conestabile Sabal decide che manderà a chiamare il chierico di Abadar per corroborare le loro dichiarazioni.
Mentre aspettiamo il prete di Abadar, Joris trova una city watch un po' imbranata che gli ricorda David, e inganna il tempo dandogli buoni consigli grazie a cui riesce a figurare meglio. Si mette anche a disquisire con il conestabile a proposito della nobiltà: decidono di risolverla a botte, e Joris vince facilmente, con il conestabile che si chiama fuori simulando una storta.
Arriva il prete Ester. Ci fa raccontare tutto, e poi riraccontare tutto per la terza volta sotto zona di verità (stavolta partecipa anche Joris). Finalmente il conestabile si convince, e si preoccupa perché ha mandato alcuni suoi uomini a indagare a casa dell'antiquario, dove potrebbero esserci armi contaminate.
Corriamo dunque a fare verifiche su tutte le persone e gli oggetti che potrebbero essere rimasti a contatto con l'ascia maledetta. Ci fermiamo presso la bancarella di fianco all'antiquario, che vende attrezzi agricoli. Per fortuna non sono contaminati (al venditore, simpatico come uno scorpione attaccato ai testicoli, facciamo minacciosamente notare che è fortunato ad essere ancora vivo). Veniamo a sapere che l'ultima persona ad aver comprato qualcosa dall'antiquario è una tipa, che ci viene descritta con i tratti tipici dei drow. Ha comprato una spada cerimoniale.
A casa dell'antiquario: appena entriamo, troviamo le guardie cittadine sgozzate con i segni evidenti del taglio da scimitarra. La casa è sottosopra: qualcuno cercava qualcosa, e temiamo che l'abbia trovato. Ci sono scrigni vuoti, aperti da professionisti, e abbastanza grandi da poter contenere armi. Joris, con un tiro da 30 di CSI, scopre che sono stati dei drow (ma va?) e riesce a seguirne le tracce (questo già è più impressionante), che però dopo un po' scompaiono. Lalian: "devono aver usato porta dimensionale, o qualcosa del genere"
Joris comunica l'accaduto ai Pathfinder: armi sulla nave, scure della corruzione, il mercante che aveva altre due ascie che sono sparite, i wight che abbiamo fatto fuori, la spada cerimoniale acquistata dalla drow, e il successivo furto.
Dato che per il momento non possiamo fare altro, torniamo in locanda, ma l'oste non è il massimo della simpatia, dopo l'accaduto. Gli lasciamo in maniera sprezzante 8 mo per le riparazioni e ce ne andiamo, con l'intenzione di provare la locanda dal nome criptico.
Prima però ci rechiamo nuovamente da Marih'S. Ci fermiamo come al solito di fronte al passaggio che si apre solo con la frase in abissale, e dopo un po' l'assionomita compare, con la spada sguainata. Ci racconta che ha appena ammazzato un drow armato di scimitarra. C'era anche una sacerdotessa, che dopo aver visto che Marih'S non era un fodder qualunque si è dileguata magicamente, e un secondo sgherro che l'ha seguita.
Dal pillage otteniamo 2 scimitarre, 1 cross bow, 1 cuoio borchiato, e 1 boccetta di veleno (4 dosi) a proposito di cui discutiamo lungamente se sia il caso di prenderla oppure no. Alla fine decidiamo che a disfarsene si fa sempre in tempo, e comunque l'oggetto non è malvagio in sé.
Visto l'interesse manifestato dalle forze oscure per il portale della forgia, Olben si offre di cambiare la parola di accesso al portale con una frase in celestiale. Marih'S ci fa presente che i drow non hanno una parola per amore, e che non gradiscono pronunciare il nome di divinità buone. La scelta ricade dunque su: "Per amore di Cayden Caylean, beviti o birra!". Dopo 4 ore l'operazione è completata.
8, Mese della Luce
Ci svegliamo alle 11, avendo perso l'ennesimo incontro con Helena. Per trovarla, facciamo rintracciare il lupo dal proverbiale fiuto di Chris.
Frattanto la pergamena si scalda: tra le notizie del giorno, benvenuto a Pakka ed Elma (nuovi membri proposti da Cormir, che hanno recuperato un oggetto perso da Prigor), informazioni varie su Asmodeus e Zon-Cuthon, e la richiesta d'aiuto da parte di Helena.
Troviamo quindi Helena e le spieghiamo l'accaduto. Ci dice dunque che a questo punto i giganti passano in secondo piano. "Montolio me l'aveva detto che a occuparsi di questa foresta non ci si annoia mai...". Helena allerterà la foresta e noi terremo d'occhio la città.
Torniamo dunque in città, ma non prima di essere attaccati da dei barghest, di cui uno camuffato come lupo. Entrambi sono intermittenti e quindi particolarmente difficili da colpire. Olben acceca uno dei due barghest, ma nonostante questo farlo fuori si rivelerà un'operazione non breve. Il secondo barghest leviterà via dopo la morte del suo compagno.
Dopo avere incontrato Helena sentiamo un'impulso incontrollabile di disintegrare ascia maledetta in finissimi frammenti di polvere cosmica.
L'unico che può, secondo noi, avere una speranza di farcela è il vecchio Marih'S; decidiamo quindi di recarci da lui e chiedere il suo aiuto.
Raggiungiamo la forgia (Helena non ci accompagna all'interno, ma torna indietro). Labadiana e Olben si fermano un attimo a leggere in biblioteca, mentre Joris va verso il portale, trova il passaggio chiuso e quindi attende Marih'S che appare dopo un po'.
Joris racconta a Marih'S la storia dell'ascia, e non riceve rassicurazioni dall'assionomita: "il seme della corruzione tende a corrompere altre armi nelle vicinanze...". Dunque era forse questo lo scopo di chi l'asciò lascia (pun intended) sulla nave, e noi abbiamo fatto bene ad affondarla.
Dobbiamo quindi controllare le nostre armi. E per quanto riguarda l'ascia, l'unica possibilità è sigillarla, perché distruggerla richiederebbe un chierico o un mago troppo potente.
Nel frattempo, Olben e Lalian trovano un libro di alchimia scritto in gnomesco.
Le scimitarre di Joris sono corrotte e le dovrà abbandonare, così come il pugnale in ferro freddo.
Torniamo al villaggio (ma non prima di non avere incontrato uno sciame di pipistrelli, che sarà sostituito da dei ragni, evitati facilmente da Joris e Olben, ma non da Lalian che comunque passa il tiro salvezza sul veleno).
Torniamo al villaggio alle 4 del pomeriggio, e troviamo le guardie cittadine ad aspettarci. Non sono lì per congratularsi con noi, ma per portarci dal conestabile. Non sono stati troppo contenti che ce ne siamo andati senza avvisare nessuno, dopo il casino che si era verificato in locanda. Il conestabile dunque ci interroga: Joris si autoesclude subito con i suoi modi sprezzanti e tocca a Lalian e Olben spiegare le ragioni dei tre eroi. Le cose cominciano bene, con le adulazioni della mezzelfa ("lei è un bell'uomo", 20 a diplomazia) e Olben che chiama in causa il suo status di chierico di Cayden per rafforzare la sua credibilità. Ma le spiegazioni inverosimili sull'ascia e la poco ponderata ammissione di averla venduta all'antiquario (che è scomparso, secondo il conestabile) finiscono per aggravare la loro posizione. Comunque il conestabile Sabal decide che manderà a chiamare il chierico di Abadar per corroborare le loro dichiarazioni.
Mentre aspettiamo il prete di Abadar, Joris trova una city watch un po' imbranata che gli ricorda David, e inganna il tempo dandogli buoni consigli grazie a cui riesce a figurare meglio. Si mette anche a disquisire con il conestabile a proposito della nobiltà: decidono di risolverla a botte, e Joris vince facilmente, con il conestabile che si chiama fuori simulando una storta.
Arriva il prete Ester. Ci fa raccontare tutto, e poi riraccontare tutto per la terza volta sotto zona di verità (stavolta partecipa anche Joris). Finalmente il conestabile si convince, e si preoccupa perché ha mandato alcuni suoi uomini a indagare a casa dell'antiquario, dove potrebbero esserci armi contaminate.
Corriamo dunque a fare verifiche su tutte le persone e gli oggetti che potrebbero essere rimasti a contatto con l'ascia maledetta. Ci fermiamo presso la bancarella di fianco all'antiquario, che vende attrezzi agricoli. Per fortuna non sono contaminati (al venditore, simpatico come uno scorpione attaccato ai testicoli, facciamo minacciosamente notare che è fortunato ad essere ancora vivo). Veniamo a sapere che l'ultima persona ad aver comprato qualcosa dall'antiquario è una tipa, che ci viene descritta con i tratti tipici dei drow. Ha comprato una spada cerimoniale.
A casa dell'antiquario: appena entriamo, troviamo le guardie cittadine sgozzate con i segni evidenti del taglio da scimitarra. La casa è sottosopra: qualcuno cercava qualcosa, e temiamo che l'abbia trovato. Ci sono scrigni vuoti, aperti da professionisti, e abbastanza grandi da poter contenere armi. Joris, con un tiro da 30 di CSI, scopre che sono stati dei drow (ma va?) e riesce a seguirne le tracce (questo già è più impressionante), che però dopo un po' scompaiono. Lalian: "devono aver usato porta dimensionale, o qualcosa del genere"
Joris comunica l'accaduto ai Pathfinder: armi sulla nave, scure della corruzione, il mercante che aveva altre due ascie che sono sparite, i wight che abbiamo fatto fuori, la spada cerimoniale acquistata dalla drow, e il successivo furto.
Dato che per il momento non possiamo fare altro, torniamo in locanda, ma l'oste non è il massimo della simpatia, dopo l'accaduto. Gli lasciamo in maniera sprezzante 8 mo per le riparazioni e ce ne andiamo, con l'intenzione di provare la locanda dal nome criptico.
Prima però ci rechiamo nuovamente da Marih'S. Ci fermiamo come al solito di fronte al passaggio che si apre solo con la frase in abissale, e dopo un po' l'assionomita compare, con la spada sguainata. Ci racconta che ha appena ammazzato un drow armato di scimitarra. C'era anche una sacerdotessa, che dopo aver visto che Marih'S non era un fodder qualunque si è dileguata magicamente, e un secondo sgherro che l'ha seguita.
Dal pillage otteniamo 2 scimitarre, 1 cross bow, 1 cuoio borchiato, e 1 boccetta di veleno (4 dosi) a proposito di cui discutiamo lungamente se sia il caso di prenderla oppure no. Alla fine decidiamo che a disfarsene si fa sempre in tempo, e comunque l'oggetto non è malvagio in sé.
Visto l'interesse manifestato dalle forze oscure per il portale della forgia, Olben si offre di cambiare la parola di accesso al portale con una frase in celestiale. Marih'S ci fa presente che i drow non hanno una parola per amore, e che non gradiscono pronunciare il nome di divinità buone. La scelta ricade dunque su: "Per amore di Cayden Caylean, beviti o birra!". Dopo 4 ore l'operazione è completata.
8, Mese della Luce
Ci svegliamo alle 11, avendo perso l'ennesimo incontro con Helena. Per trovarla, facciamo rintracciare il lupo dal proverbiale fiuto di Chris.
Frattanto la pergamena si scalda: tra le notizie del giorno, benvenuto a Pakka ed Elma (nuovi membri proposti da Cormir, che hanno recuperato un oggetto perso da Prigor), informazioni varie su Asmodeus e Zon-Cuthon, e la richiesta d'aiuto da parte di Helena.
Troviamo quindi Helena e le spieghiamo l'accaduto. Ci dice dunque che a questo punto i giganti passano in secondo piano. "Montolio me l'aveva detto che a occuparsi di questa foresta non ci si annoia mai...". Helena allerterà la foresta e noi terremo d'occhio la città.
Torniamo dunque in città, ma non prima di essere attaccati da dei barghest, di cui uno camuffato come lupo. Entrambi sono intermittenti e quindi particolarmente difficili da colpire. Olben acceca uno dei due barghest, ma nonostante questo farlo fuori si rivelerà un'operazione non breve. Il secondo barghest leviterà via dopo la morte del suo compagno.
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